Si tatua tutto il corpo per nascondere i segni di una rara malattia, la strana storia di Julia Gnuse

La donna che vedete in foto si chiama Julia Gnuse ha vissuto in California fino al giorno della sua morte avvenuta appena un anno fa. La sua storie è davvero particolare Julia, durante la sua vita ha vissuto un’esperienza davvero terribile. A 30 anni le è stata diagnosticata la porfiria, una malattia della pelle che le ricopriva tutto il corpo di vesciche, soprattutto ogni volta che si esponeva al sole. A volte, le bolle diventano delle vere e proprie cicatrici come delle bruciature di terzo grado.

Julia aveva sempre cercato di non fare del suo stato una ragione per non essere felice. Un amico che lavorava in un centro di chirurgia estetica le aveva parlato della tecnica che permette con l’utilizzi di tatuaggi, di rendere uniforme il colorito della pelle fortemente danneggiata. I risultati delle prime sedute erano stati piuttosto deludenti.

Ma l’idea dei tatuarsi aveva stimolato la mente della donna che aveva pensato di usare i tatuaggi per ricoprire le cicatrici visibili sul corpo. Il primo tatuaggio è stato un polpo sulla gamba. Voleva vedere come avrebbe reagito la pelle, se riusciva a tollerare l’inchiostro. Dopo il primo test di prova, Julia ha continuato a tatuarsi. Si è disegnata sulla pelle: i personaggi dei cartoni animati, cantanti, attori, a raccontato delle vere e proprie storie illustrate con i suoi tatuaggi.

Più aumentano le sue cicatrici, più aumentavano i tatuaggi. Nel 2011, Julia è entrata nel libro del Guinness dei Primati come la donna più tatuata al mondo. Aveva ricoperto il 95% del suo corpo di tatuaggi. La spesa sostenuta superava i 70.000€ per più di 400 disegni differenti, tra cui i Sex Pistols, personaggi della Disney e persino un autoritratto. Qualcuno l’avrà vista anche nel video “Pink” degli Aerosmith.

Sul web è diventata famosa con l’appellativo di “la donna illustrata”. Purtroppo la donna è morta un anno fa, mentre era in visita dalla sorella. Sicuramente di lei resterà un bel ricordo. È stato un esempio di coraggio e speranza per tutti, ha trovato un modo per affrontare la sua malattia che l’ha resa orgogliosa e famosa.

[Fonte consultata: Perdavvero]

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